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Vado a vivere da solo Come tornare single e sopravvivere!
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Chi vuol la verità deve toccare

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Maggio 26, 2019

pamela pratiIn questi giorni è tornato alla ribalta il tema degli “amori virtuali” grazie alla vicenda di gossip imbastita da Pamela Prati, Eliana Michelazzo, Pamela Perricciolo e ovviamente il fantomatico Mark Caltagirone. Oggi sono tantissime le persone che si conoscono virtualmente grazie a Facebook e Instagram, ma un tempo questo tipo di storie erano un’esotica bizzarria.

Sono un frequentatore di chat della prima ora, e mi ponevo già nei tardi anni ’90 il problema di come gestire relazioni virtuali. La mia prima “net-girl” (espressione che oggi fa sorridere) era malese, e ricordo ancora telefonate che arrivavano (a casa dei miei, i telefonini ancora non erano diffusi) nel cuore della notte che proseguivano in un ridicolo inglese alla Mr Bean. Mi arrivava ogni tanto un pacco con cravatte di seta, fotografie, pensierini, ed era una cosa affettuosa sebbene totalmente priva di senso.

Poi venne la prima vera love story, con un’italo americana sposata e residente negli U.S.A.: passarono mesi prima dell’incontro, mesi fatti di struggimenti, lettere, netmeeting e modem a 33 k fulminati duranti notti di scritture tempestose. Alle lettere si allegavano anche ciocche di capelli (ecco perchè oggi sono pelato)…roba che a pensarci oggi sembra un romanzo ottocentesco.

Seguirono poi finalmente incontri con ragazze italiane, a volte estemporanei, a volte trasformatisi in lunghe relazioni, e insomma, ho smesso poi di frequentare il mondo della virtualità e per dirla con De Niro, ho iniziato ad andare a letto presto.

sexting-m-kostabi-2009Oggi mi riaffaccio su un mondo radicalmente cambiato: i dialoghi non iniziano più con “m o f?”, e non si può neanche più parlare di virtuale dato che oggi questi strumenti sono usati da chiunque, in ogni momento, e spesso con nomi e cognomi reali.

Se ieri la persona che rimorchiavi online era la persona tecnologica, solitamente con cultura leggermente superiore e comunque un po’ particolare, oggi si fa sexting pure dal parrucchiere in attesa del turno per lo shatush.

Vagoni di single o sposatissime casalinghe disperate (le stesse che all’epoca tacciavano i chattatori di essere pedofili, maniaci e pervertiti) si sono riversate con gioia suoi social network e nel dating online, in cerca di qualcuno che dica “buongggiooono Principesssaaa” o “dimmi dove ti piace”.

Certo, oggi passare dal dire al fare è più breve di un tempo, e il numero di potenziali interlocutori è elevatissimo: ci stanno pure le app che ti indicano nel radar il sorcame sotto casa a portata di mano. Ma mi sento lo stesso di dare un consiglio che già avevo dato in precedenza: passate subito al reale, incontratevi.

Il virtuale non serve a molto, è una piacevole compagnia che però vi lascia soli, anche se ormai uno si porta dietro Facebook e telefono anche al cesso e quindi crede di non essere mai realmente solo. Tra un trillo, un whatsapp, un messenger, uno skype, una snapchat, un meetic, la tua vita sembra riempirsi.

Ma tutta questa compagnia non ti fa focalizzare bene su quanto tu sia realmente sola o solo, e per fartelo capire uso le parole di Morrissey, nella splendida I know it’s over.

E nemmeno era mai veramente iniziata
Anche se nel mio cuore era cosi vera
E tu hai addirittura parlato con me, dicendo

“Se sei cosi divertente
Come mai te ne stai per conto tuo stanotte?
E se sei cosi intelligente
Perchè te ne stai per conto tuo stanotte?
Se sei cosi simpatico
Perchè te ne stai per conto tuo stanotte?
Se sei cosi terribilmente affascinante
Perchè allora dormi da solo stanotte?

Perchè questa è come qualsiasi altra notte
È questa la ragione per cui sei da solo stanotte
Con i tuoi trionfi e il tuo fascino
Mentre loro sono uno nelle braccia dell’altra”

Internet è uno strumento fantastico per conoscere persone nuove, ma il suo utilizzo deve limitarsi all’entrare in contatto. Conoscine una, tre, dieci, ma passa al live entro pochi giorni. Primo, perchè conoscere persone realmente abbatte quella distorta immagine di te,  dove ti convinci di essere un Brad Pitt dietro la tastiera e dal vivo non sai spiccicare una parola. Secondo, perchè scopi. Terzo, perchè manipolatori e manipolatrici sguazzano nel virtuale e ti tengono in loro potere senza più la fatica di fartela/o annusare. Quarto, perchè devi realizzare con chiarezza che sei solo. Quinto, perchè scopi, l’avevo già detto? Sesto, per evitare aspettative troppo grandi.

E non metto l’accento sul sesso perchè questo debba essere la tua unica brama (legittima), ma perchè è un momento di verità e di confronto imprescindibile. Come quando al Mc Donald’s guardi i menu esposti sul tabellone e poi invece ti confronti con quello che ti arriva realmente nel piatto. Che può essere una ciofeca, appena decente, degno del cane o magari più buono di quanto speravi, ma è vero.

Dopo possono accadere tante cose: si può scegliere di non rivedersi più, di proseguire una bella amicizia, di imbarcarsi in una relazione, ma come diceva Califano: “chi vuol la verità, deve toccare”. Skypiamo un po’ meno e scopiamo di più.

COMMENTI 3
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    Maggio 26, 2019 at 1:43 pm
    Sara

    Personalmente non demonizzo i rapporti nati in chat, tuttavia temo l’abuso che di essi si fa al punto da rimpiazzare le relazioni normali, quelle spontanee nate dal vivo. Credo realmente che stiamo perdendo di vista la bellezza delle chiacchierate a tu per tu, dove ci si guarda, ci si ascolta e dove anche i silenzi hanno voce e contengono milioni di significati. Tutto questo sostituito da faccine e cuori ….. torneremo agli ideogrammi?

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    Luglio 28, 2019 at 10:43 am
    Stefania Samaia

    Caro Vado a vivere da solo. Sono d’accordo con te. Il contatto virtuale va bene per conoscersi e per capire se ci puó essere affinitá, ma all’interno di un gruppo, una volta che ti accorgi di essere potenzialmente interessata ad una persona (per quel che sará,mica é detto) come fai a farglielo capire? Grazie da una neosingle inesperta.

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    Ottobre 18, 2019 at 3:04 pm
    Marco

    Direi che le cose funzionano da neo-single esattamente come ,anni fa, hanno funzionato al primo rapporto.

    Ora non ti saprei spiegare bene la dinamica dal punto di vista femminile, ma si sa che l’Essere Umano ha un istinto naturale che lo porta in genere a seguire questo rituale:
    – con la conversazione si entra in sintonia
    – poi lei sorride guardando negli occhi, oppure se ne sta imbronciata e scazzata mostrando poco interesse.
    – nel caso sorrida, si entra in un loop fatto di “butto il sasso e vedo se lei lo raccoglie”.
    Il sasso sarebbe un sorriso sempre più ampio fino a osare un contatto fisico sfruttando un momento di comicità, oppure col pretesto di voler fare un pizzicotto, ecc.
    E si sta a vedere come reagisce l’altro.
    Se tutto va bene, in poco tempo la questione diventa chiara.

    Se lui fa proprio finta di non capire, un accasciarsi su di lui ridendo a una sua battuta potrà passargli chiaramente 2 possibili messaggi: o stai chiedendo che ti si metta la lingua in bocca, oppure sei completamente oca. Molto spesso arrivano entrambi i messaggi.

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