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Vado a vivere da solo Come tornare single e sopravvivere!
la storia della tua vita

Verranno a chiedervi dei vostri amori

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Marzo 22, 2016

Voglio avere nel cuore le persone alle quali ho voluto bene, senza barattarne il valore per un paio di mutandine nuove. Questo era uno dei miei dieci buoni propositi per single, e oggi sento il bisogno di riconfermarlo.

Quando si torna single si apre un nuovo periodo, ci si espone a nuove frequentazioni e ovviamente si parla della propria vita, del proprio passato, come fosse un libro. Mani nuove accarezzeranno il filo della tua vita, lo saggeranno, cercheranno di intuire quali sono i nodi, lo spessore del filo, e dove esattamente si è spezzato.

La tua versione verrà scandagliata, per capire quanto c’è di vero, quanto c’è di sbagliato, quanto c’è di romanzato, cosa stai raccontando a te stesso e agli altri.

le persone del cuoreProbabilmente nel confezionare questo libro col tempo hai compiuto delle semplificazioni, delle omissioni, lo hai editato, hai sbianchettato e hai corretto bozze per renderlo più di facile lettura, più maneggiabile, più scorrevole.

I protagonisti sono stati semplificati, i fatti sono stati ordinati con scadenze temporali, le comparse sono state eliminate per evitare la confusione: diciamo che hai tolto il rumore di fondo. Ma in realtà nessuna vita è pienamente comprensibile senza quel rumore di fondo, perchè a furia di ottimizzare, ordinare e lasciare solo l’ossatura narrativa si arriva alla fine al solito Nacque, Visse, Morì.

Puoi consegnare agli altri la copia intonsa di questo manoscritto, già spillata e con i segnalibri giusti messi nelle pagine importanti, ma solo tu conosci il tuo rumore di fondo. A volte non sai più interpretarlo, non sai ricollegare l’ordine degli accadimenti, il perchè di alcune scelte, ma nessun altro potrà farlo per te e di certo non potrà farlo avendo in mano il manoscritto già spillato e corretto.

Perchè quel manoscritto per essere davvero capito magari va gettato per aria e letto sdraiati sul pavimento, con le pagine raccolte a caso, seguendo fili e sensazioni che solo tu puoi cogliere, e talvolta neanche sei in grado di farlo.

Difendi il tuo passato, difendi le tue scelte e le persone alle quali hai voluto bene. Non darle in pasto ad analisi logiche e contenutistiche, non lasciare che nessuno ne giudichi la prosa e l’intensità delle rime, che ne valuti l’armonia complessiva e il ritmo narrativo: consegna i fatti, quelli si, limitati ai fatti, alle date, ai titoli.

Ma tieni nel cuore i personaggi del libro e non svenderli mai, non sottoporli al giudizio di occhi estranei, perchè tu sei loro e loro sono te. Sono quel rumore di fondo che ti ha cambiato forse più delle date, dei fatti e dei titoli, sono loro che ti hanno fatto arrivare al finale, che sicuramente potrebbe essere più lieto, meno devastato, più intelligente e arguto, ma è quello il finale che hai scritto, quello che hai meritato e soprattutto quello che racconta chi o cosa sei adesso.

E se un minimo ancora ami te stesso e non ti cambieresti col primo che passa (sebbene egli ti possa sembrare più risolto, felice, maturo), allora porta tutte queste persone dentro di te (quelle che ti hanno voluto bene, quelle che vale la pena tenere sul comodino), perchè loro sono la tua vita stessa, e non le svenderai alla bancarella dell’usato. E non farlo neanche con chi incontrerai in futuro, perchè distruggere la sua dignità sarà un po’ come distruggere un pezzo della tua.

Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

Fabrizio De Andrè – Verranno a chiederti del nostro amore

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