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Vado a vivere da solo Come tornare single e sopravvivere!
fight club: la comfort zone ikea

Devi uscire dalla comfort zone

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Gennaio 25, 2016

Spesso torniamo single da quarantenni (e oltre) perchè in un certo momento ci siamo messi a riflettere sul senso che mancava alla nostra vita. Ritornare single non è l’automatica soluzione a quel vuoto, ma un gesto così forte ci dice in modo chiaro che vogliamo cambiare la nostra vita ed evadere dalla zona di comfort che ci siamo costruiti. E’ un inizio, non una fine.

Diversi film trattano di questo senso di vuoto, e ce ne sono due in particolare che hanno dei monologhi illuminanti nei quali è facile rispecchiarsi.

Il primo è il celeberrimo Trainspotting, dove dei ragazzi scozzesi sentono di rifiutare l’idea di vita ereditata dai loro genitori. Nel film si abbandona la vita precedente per inseguire il miraggio della tossicodipendenza, ma tolto questo “dettaglio”, lo possiamo adattare alla nostra situazione.

Trainspotting: ho scelto di non scegliere

trainspotting monologo iniziale“Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchina, lettore cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai-da-te e il chiedetevi chi siete la domenica mattina. Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz, mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio, ridotti a motivo di imbarazzo di stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi.”

In sintesi uno distrugge tutto quello che ha intorno e le aspettative che hanno gli altri verso di lui. Ma non è detto che basti questo per riprendere in mano i propri sogni e le proprie aspirazioni,  dato che quasi sempre il nemico ce l’abbiamo dentro. Però occorre distruggere per poter fare spazio.


Ora invece cito il monologo di un altro famosissimo film, ovvero Fight Club, dove il “single” Jack si accorge dell’inutilità della propria vita, basata sull’abitudine e su una comfort zone tanto accogliente quando deprimente e priva di significato.

Abbiamo svuotato la nostra vita dalle persone? Ora il rischio è quello di riempirla con…delle cose.

Fight Club: le cose che possiedi alla fine ti possiedono

fight club e la solitudine ikea“Come tanti altri anch’io ero diventato schiavo della tendenza al nido Ikea. Se vedevo qualcosa di ingegnoso come un tavolinetto a forma di Yin – Yang dovevo averlo. Il componibile personale per l’ufficio della Klipsk, la cyclette della Hovertrech, il divano a strisce verdi della strinne, perfino le lampade a filo rislampa fatte di carta non candeggiata per un ambiente rilassante. Sfogliavo quei cataloghi e mi domandavo. Avevo tutto. Anche i piatti di vetro con piccole bolle e imperfezioni, prova che erano stati realizzati da onesti, semplici e operosi indigeni artigiani di….dovunque! Una volta leggevamo pornografia, ora siamo passati ad arredomania.”

Se andiamo a leggere uno dopo l’altro questi due illuminanti discorsetti, capiamo meglio il nostro problema. Inizialmente abbiamo deciso di prendere la vita per le corna perchè non ci sapevamo più vedere nel comodo sentiero che avevamo tracciato. Successivamente, non siamo stati capaci di mantenere il punto conquistato, e abbiamo iniziato a cedere ai richiami subdoli della zona di comfort.

Riusciamo a vedere l’errore? Il problema è sempre quello del vuoto che abbiamo dentro e che cerchiamo di riempire senza chiederci davvero cosa vogliamo e cosa desideriamo per la nostra vita. Non sapendolo con chiarezza, ci facciamo possedere. Prima dalle consuetudini, dal timore di cambiare, dalle aspettative e poi invece dalla solitudine, dalla mancanza di confronto, dalla paura di rimetterci in discussione e di sforzarci.

E proprio la zona di comfort è la maledetta parola da abbattere, quella che ci limita e ci spaventa, quella che non ci fa osare, desiderare, sperare, toccare il mondo che esiste al di fuori di essa.

Devi uscire dalla comfort zone

Ma la comfort zone non esiste se non nella nostra testa: è una rete che ci siamo tessuti intorno. Ho visto e vedo amici completamente rincoglioniti da questi nidi illusori, persone che non vanno in posti che non hanno già sperimentato, che non fanno cose che non sanno fare, che non frequentano persone che non conoscono, e con gli anni riducono sempre di più le dimensioni della propria prigione fino a trovarsi o completamente soli, o (se non sono single) intrappolati in rapporti di coppia ormai astrusi dal mondo esterno.

Non dico che devi partire per la Cambogia, iscriverti alla legione straniera o lanciarti col paracadute: per allontanare la zona di comfort basta fare piccole cose nuove. Evitare di ripetere la stessa strada tutti i giorni per andare al lavoro (anche se la è più breve), non andare sempre nello stesso bar la domenica mattina, non comprare la stessa rivista e non ascoltare la stessa musica.

comfort zone

Rimani agile

Cambiare, cambiare, rimanere agili, arricchirsi, ci porterà in modo automatico a conoscere persone diverse, ad avere meno timori radicati, a fare quel piccolo gesto che l’abitudine ci ha reso insicuro e pericoloso. Non rimandare qualcosa che vorresti fare solo perchè potresti farla domani, non esitare a scegliere quel piatto invitante perchè magari hai paura che poi non ti piaccia, non allontanare quella persona solo perchè il suo look non è di tuo gusto.

Riservati delle cazzo di sorprese ogni tanto, rifiuta di pensare alla tua vita come ad un libro già scritto da tutti tranne che da te, dove se hai culo arrivi indenne ad una misera pensione. Se vuoi bene a una persona stai con lei, se senti che desideri altro cambia, ma fai le cose perchè lo desideri e non farti ingabbiare dalla paura di perdere qualcosa.

Chi ti sta vicino merita di sapere che stai con lei perchè ne hai voglia, non perchè hai paura di rimanere solo o di non saper più ricominciare una vita. E lo meriti anche tu, perchè non avrai una seconda vita per poter cambiare le cose.

Se usciamo con quell’amico dovrà essere perchè ci va, non per paura di deluderlo. Se accettiamo di conoscere una persona per un appuntamento, idem. Smettiam di costruire castelli fatti di obblighi e pressioni che non sentiamo, perchè quelle mura diventano non solo protettive ma anche ostacolo tra i nostri sentimenti e il resto del mondo.

Rimaniamo agili, ovvero facciamo le cose seguendo l’istinto e il desiderio, e non perchè riteniamo di fare quello che l’altro si aspetta da noi o per la paura di perderlo. Non vuol dire diventare stronzi o lunatici, vuol dire imparare a essere più sinceri con noi e con il mondo, e questa è in realtà una forma di rispetto che ci renderà più adulti, più attraenti, più onesti.

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