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Vado a vivere da solo Come tornare single e sopravvivere!
costellazioni familiari

Single e costellazioni familiari

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Agosto 29, 2020

Mi è capitato più volte di partecipare alle famose costellazioni familiari, e ovviamente il mio interesse è andato verso i tanti single interessati a farsi “costellare”, ovvero intenzionati a sbloccare e risolvere la propria situazione personale che appunto sembra intrappolarli in una singlitudine eterna fatta di relazioni tossiche e senza sbocchi. Ma andiamo per gradi e spiego prima di costa sto parlando o almeno di quello che ho capito partecipandovi.

Cosa sono le costellazioni familiari

Si tratta di un metodo messo a punto negli anni ’80 da Bert Hellinger (prete prima, psicanalista in seguito) e funzionale a rivivere traumi personali o dei propri antenati, che potrebbero influire negativamente nella vita di una persona impedendole di vivere in modo sereno. Rielaborando visivamente ed emozionalmente quel trauma si otterrebbe la capacità di lasciarlo andare, senza più considerarlo come un blocco o un ostacolo.

Come funzionano

costellazione familiareImmaginiamo una rappresentazione teatrale. Lo psicologo, o terapeuta (in realtà non ho idea di quale sia il titolo necessario per occuparsi di costellazioni familiari) cerca di capire quale sia il problema percepito dal cliente (il termine cliente è brutto ma è quello usato da Hellinger) e mette in campo gli attori, ovvero partecipanti volontari che andranno a impersonare madri, padri, fratelli, mariti, amanti, bisnonni, figli, insomma…i personaggi dai quali potrebbero dipendere le problematiche irrisolte che ancora gravano su chi ha richiesto di farsi costellare.

Serve quindi qualcuno che impersoni il padre? Il cliente stesso o il costellatore lo sceglie tra i partecipanti in circolo, procedendo man mano col far intervenire tutti i personaggi necessari, anche seguendo gli sviluppi che prendono piede durante la costellazione stessa.

farsi costellareL’obiettivo finale è quello di arrivare a una sorta di comprensione del punto critico che affligge il cliente, a rappresentarlo, e a intervenire chiedendo o concedendo un perdono, un lasciapassare, un chiudere il punto per riuscire finalmente ad andare oltre.

Un tempo avrei sparato a zero su queste cose, dato che davvero non mi risulta credibile che l’aborto di una nonna, o il tradimento di un trisavolo possano andare a rompere le balle a un discendente. Ma oggi che conosco meglio le persone e le relazioni, ho capito che non è importante. Il punto è che molte persone sono oppresse, bloccate, sofferenti e preferiscono pensare che questo blocco non dipenda esclusivamente da loro, dalla loro vita e dai propri comportamenti, ma che abbia a che fare con qualcosa di cui non hanno colpa, qualcosa su cui non possono intervenire. E se si identifica o si suggerisce un nodo, anche antico, e lo si “affronta” faccia a faccia, queste persone perdono quell’alibi e si trovano responsabilizzate a poter finalmente vivere, dato che è venuto meno l’impedimento o la scusa che per anni le aveva immobilizzate.

La mia opinione è che la vera arte del costellatore, non sia dissimile da quella degli zingari che leggono la mano, o di alcuni astrologi, ovvero l’intelligenza di comprendere la persona che hanno di fronte, comprendere che tipo di problema ha e a cosa lo attribuisce, e quindi leggere il suo linguaggio del corpo per orientarsi mano mano nella rappresentazione, andando a insistere, correggere il tiro, deviare lungo il suo percorso, fino ad arrivare a identificare un nodo plausibile o comunque efficace.

Ma che c’entrano i single?

Più di un cliente era un single (a dire il vero quasi sempre una donna), anche giovane, che lamentava la sfortuna o incapacità di avere relazioni sane, fruttuose, durature. Diciamo che secondo me è più semplice dare la colpa a eventi di un lontano passato che ammettere i propri deficit nello scegliere la persona giusta o nel saper mantenere una relazione sentimentale, ma senza voler esprimere un giudizio, alla fine si sente il bisogno di un aiuto per sconfiggere quello che alla fine si sente come una sorta di malocchio 2.0. Alla fine molti di noi, forse anche io chi può dirlo, hanno bisogno di qualcuno che gli dica “ok, il problema è risolto, ora hai il permesso di vivere come vorresti”. E magari da quel momento ci si comincia a curare di più, a essere più socievoli ed espansivi, ad avere un approccio più sicuro, e di riflesso si iniziano ad ottenere miglioramenti e risultati.

Teniamo anche conto che viviamo in un’epoca dove solitudine e assenza di rapporti familiari la fanno da padroni, quindi magari quei semplici insegnamenti e confronti che un tempo erano “a carico” dei genitori o dei parenti stretti, oggi vanno cercati dove si può. Forse anche in virtù di queste assenze, volersi incanalare in un grande albero della vita fatto di connessioni, discendenze, sangue e caratteristiche ereditate, aiuta a sentirsi meno spersi, meno foglie al vento senza appunto un tronco di appartenenza.

Cos’è il Cold Reading

cold readingCome ho detto prima, queste pratiche si basano sul cold reading, ovvero sulla capacità del professionista di saper leggere i segnali provenienti dai tuoi gesti, dalla tua  voce e dalle tue parole.

Una capacità che possiamo riscontrare in un abile venditore, in un manipolatore, nel leader di una setta. Ma anche in un guaritore, in un valido counselor o in un terapeuta. Intendo dire che ogni pratica dove si sceglie di abbandonare la logica per affidarsi alle intuizioni di una persona dotata di carisma comporta un certo rischio, proprio perché potremmo incappare in un persuasore cinico e truffaldino oppure avere la fortuna di trovare un empatico in grado di leggere i nostri problemi come noi non sappiamo fare e in grado di aiutarci a risolverli.

Se si intende partecipare a queste sessioni è essenziale comprendere e accettare che non ci troviamo né di fronte a uno sciamano che parla con i morti e ci legge nel pensiero, ma neanche necessariamente a una Wanna Marchi da smascherare a tutti i costi per dimostrare che a noi non la si fa dato che siamo i nipotini furbi di Sherlock Holmes. Alcuni problemi, alcune depressioni, richiedono uno sblocco emotivo, e se il professionista al quale riconosciamo delle doti è in grado di provocarlo ben venga, stop.

Ho ovviamente banalizzato al massimo il discorso delle costellazioni familiari, dato che la mia esperienza si limita ad aver assistito a qualche seduta, ma il mio parere va ritenuto appunto quello dell’uomo della strada e nulla più.

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