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Come tornare single e sopravvivere
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Ristrutturare casa: questa è Sparta!

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Aprile 19, 2016

Un’amica single mi fa: “dovresti scrivere un post su come ristrutturare casa”. Perchè tesora? Chiedo ingenuamente. “Perchè mi voglio vendicare. Fino al giorno della mia ristrutturazione le mie fantasie erotiche vertevano su muratori sudati e muscolosi che sorseggiavano Peroni nel mio salotto. Le hanno distrutte, ora mi sono ridotta a eccitarmi pensando ai ragionieri del CAF che spillano il 730”.

Mosso a commozione da una privazione erotica così toccante, ho deciso di scrivere circa quello che non dovreste augurare neanche al bambino grosso che vi rubava le merendine in palestra, neanche al capo cocainomane, al posteggiatore che vi ha rotto lo specchietto e alla ragazza che vi voleva bene solo come a un amico: ristrutturare la vostra casa.

ristrutturare casa single

Se avete mai ristrutturato casa e siete ancora vivi per raccontarlo, un brivido vi starà attraversando la schiena, perchè si tratta di uno di quegli eventi capaci di piegare anche l’uomo più temprato. La mia ristrutturazione è stata particolarmente folle, primo perchè avveniva in concomitanza con l’essere appena tornato single dopo secoli, quindi in una situazione psicologica devastante, secondo perchè ho iniziato i lavori quando ancora vivevo in un’altra città impegnato a inscatolare tutto per il trasloco in una casetta che neanche era ancora mia.

In pratica mi trovavo con la vecchia casa da abbandonare tassativamente, e sull’altro fronte invece non si riusciva ad arrivare al contratto per problemi di ipoteche da far sanare al precedente proprietario.

Tagliando la testa al toro, ho stipulato un contratto preliminare per poter avere le chiavi e iniziare i lavori a mio grosso rischio e pericolo, in attesa sia del rogito sia della produzione della documentazione di inizio lavori per il Comune per poter fare il grosso. Questi ritardi mi hanno costretto a un doppio trasloco: da casa vecchia a un deposito e poi dal deposito a casa nuova.

Una parentesi psicologica

kamikazeForse non è ben chiaro cosa vuol dire, nel momento drammatico della fine di una lunghissima vita di coppia, non solo dire addio alla propria compagna e cambiare città, ma anche dover decidere TUTTO e SUBITO: da quale ditta ingaggiare a che caldaia mettere, da come ridistribuire gli ambienti a che tipo di pavimenti e infissi scegliere, immaginandosi il tutto in una casa vista tre o quattro volte e da rivoluzionare totalmente in base a idee stese su carta al momento.

E ovviamente studiando io che tipo di documentazione serviva al Comune, le norme per l’installazione delle caldaie, perchè dovendo rivolgersi a ditte economiche il supporto su queste cose  può non essere adeguato, per usare un eufemismo. E dulcis in fundo: rifare ogni giorno i calcoli sul budget a disposizione, sapendo che anche sforare di pochi euro avrebbe significato la rovina.

Ma è stato un miracolo: ho scelto di rimandare a dopo tutta la sofferenza, e di usare quella tremenda energia per portare a compimento quest’opera. Il down sarebbe venuto dopo, ma in quel momento c’era una missione da compiere: o la va o la spacca! Solo ora leggendo questo mi rendo conto che, con tutti gli errori del caso, ho fatto il meglio che si poteva fare, e completamente da solo. E qui neanche accenno alla parte precedente fatta di notai, agenti immobiliari, amministratori di condominio…

Le tempistiche della mia ristrutturazione

Mentre ero ancora nella città precedente:
Marzo:
contratto preliminare di acquisto, avvio pratiche per comunicazione al comune, abbattimento tramezzi, inizio organizzazione mobilio della vecchia casa, trovare traslocatori
Aprile:  impianto idraulico, impianto elettrico, imballaggio mobilio della vecchia casa, trovare deposito temporaneo per i mobili

Arrivo nella nuova città:
Maggio: mio trasferimento in città, trasloco del mobilio nel deposito temporaneo, rogito, comunicazione al comune, caldaia, creazione ex novo impianto termico fino al tetto, ordinazione pavimenti e piastrelle
Giugno/Luglio: ripulitura armatura ferri arrugginiti, posa piastrelle, battiscopa, pavimenti, sanitari e doccia, rifacimento guaina tetto, inferriate
Agosto: porte interne, marmetti e soglie, porta blindata, finestrone, pitturazione, inizio a vivere nella nuova casa su una branda
Settembre: trasloco definitivo del mobilio, acquisto primi mobili nuovi necessari

In soldoni: a marzo questa ancora non era casa mia, ad agosto dormivo già in una casa ristrutturata

Che poi a pensarci bene, proprio dato il particolare frangente psicologico, gli operai erano un po’diventati i miei amici e confidenti, e credo di aver pagato più caffè in ghiaccio io che il sultano del Brunei durante il prediciottesimo del suo primogenito, ma in fondo anche loro mi sfamavano con focaccia e mortadella e birre, seduti tutti in cerchio sul pavimento.

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operaioHo passato giornate intere a calcolare alla perfezione la composizione delle piastrelle di bagno e cucina stendendole sul pavimento, dovendo magari disfare tutto perchè gli operai si presentavano a sorpresa. Ho passato giorni a guardare con l’imbianchino il colore della parete che a me sembrava sempre bianco e a lui celeste, con la promessa che il giorno dopo, ben asciugato, lo avrei visto anche io celeste.

Ho convissuto anche con sette operai alla volta pronti a sganciare possenti peti nei tubi della caldaia, ridendo ogni volta come se fosse la prima, e a gestire i vicini che si lamentavano per polvere e rumori, gli stessi vicini che poi avrei sorpreso a lasciare sacchi di spazzatura nell’androne e ascoltare Gigi D’Alessio a tutto volume a ogni ora. E ho dovuto allontare altri vicini che mi volevano incolpare di infiltrazioni avvenute dieci anni fa (ora siamo arrivati agli avvocati), e altri ancora.

Nei prossimi post vi spiegherò meglio le problematiche di una ristrutturazione e cercherò di dare almeno alcuni consigli base su come evitare alcune rogne che ho incontrato durante questo cammino.

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COMMENTI 2
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    Agosto 10, 2016 at 9:14 pm
    Barbina

    Sto vivendo una situazione simile, dalla vendita del primo piccolo bilocale all’acquisto da single di un’altro appartamento più vivibile e in una zona che amo di più, passando per un trasloco “a pezzi” con scatoloni sparsi a casa di amici ……………….. fra poco inizio la ristrutturazione del nuovo appartamento e non vedo la fine per ora……
    Bello il tuo blog, troooppo divertente, simpatico, reale e pure utile!!!!
    ho rivisto tanti episodi simili, cambiare casa è tanto impegnativo ma quante energie che ho ritrovato!!!

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    Settembre 3, 2019 at 2:24 pm
    Marco

    Buttarsi giù da un ponte sarebbe stata la scelta più comoda e pratica.
    Io ho ristrutturato solo un bagnetto e penso che l’inferno sia così (quello descritto da Dante è un lunapark in confronto a una ristrutturazione).

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