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compromesso e chiavi di casa

Proposta d’acquisto e contratto preliminare

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Gennaio 12, 2016

Come da copione, la parte iniziale dell’acquisto è stata lunga e perigliosa. Non tanto per le trattative economiche, che data la fretta di comprare mia e quella di vendere del proprietario, si sono risolte senza troppe contrattazioni. Ma perchè ogni casa ha una storia, e a volte sono storie difficili. Al momento della proposta acquisto vengo a scoprire che sull’immobile grava un pignoramento (che poi si è scoperto essere due) per un contenzioso con affittuari precedenti.

Inoltre, si scopre che la famosa infiltrazione aveva danneggiato la cantina sottostante, con un danno ancora non risarcito. E quindi come potete immaginare, le preoccupazioni sono salite a mille, per il timore di essersi imbattuti nell’ennesimo affare torbido.

Cos’è la proposta d’acquisto?

E’una sorta di contrattino, che comunque si stipula davanti ad un notaio, dove il futuro acquirente indica la somma che offre per l’acquisto e versa una caparra (anche di mille euro), impegnandosi a comprare l’immobile qualora il venditore accetti la cifra. Se l’acquirente cambia idea, la caparra è kaputt, quindi occorre già avere le idee chiare in questa fase della storia. Il venditore ha un tot di giorni di tempo per decidere se la cifra gli sta bene o meno, e se l’accordo non si fa deve restituire l’assegno della caparra al mancato acquirente.

Nel nostro caso le proposte d’acquisto sono diventate due, dato che il venditore ha richiesto un piccolo sovrapprezzo rispetto alla proposta iniziale. Probabilmente è stato anche un modo per allungare il brodo e tentare di risolvere quei problemi di pignoramento ancora irrisolti.

Cos’è il contratto preliminare?

Arriviamo quindi alla stipula, presso un notaio scelto dall’acquirente ovvero da me, del contratto preliminare, altrimenti detto “compromesso”. Il preliminare non è obbligatorio: è una sorta di pre contratto dove l’acquirente versa una caparra più sostanziosa che il venditore si impegna a restituire raddoppiata qualora non si arrivasse al rogito definitivo entro i termini indicati in questa sede.

Nel mio caso, come in molti altri,  diciamo che è l’occasione per fornire al venditore i “liquidi” per saldare contenziosi in atto in modo da arrivare “pulito” al rogito. Il periodo dal preliminare al rogito è anche utile in questi casi, per dar modo dal notaio di fare le verifiche necessarie, non sia mai che saltasse fuori qualche moglie nascosta o qualche erede dell’ultimo momento.

Tenete conto che stipulare il preliminare richiede un esborso di circa 350 euro, ma che può aiutarvi già a iniziare i lavori qualcosa indichi anche il possesso immediato dell’appartamento. Ovviamente anche se ne avete il possesso (le chiavi), ricordatevi che il legale proprietario risulta ancora il venditore, quindi se per un motivo qualsiasi voi spaccate tutto e poi non si arriva al rogito, dovrete ripristinare tutto. E’ una scelta, se avete una fretta boia potete decidere di rischiare.

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