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Vado a vivere da solo Come tornare single e sopravvivere!

La teoria del gambero

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Ottobre 1, 2017

Parlando con le mie tante amiche single (ormai la mia vita si ambienta in un centralino femminile in stile anni ’50) mi sono ormai accorto di una cosa. Tanti e tante di noi sono single perchè sono scappati da qualcosa (in fuga da un incendio a lume di candela direbbe Mannarino), ma una volta trovato quel qualcosa di diverso che cercavano, piano piano continuano a ritornare sui propri passi perché inizia a mancargli precisamente ciò da cui erano fuggiti.

A passo di gambero

A questo proposito di tutto questo camminare all’indietro, propongo di cercarvi La canzone del gamberetto Pietro, come valido ausilio audiovisivo per esemplificare questi concetti indubbiamente complessi.

Chi la vuole cotta, chi la vuole cruda

C’è la persona che dopo anni di amore cuoricioso trova the sex bomb in grado di curare di tutti i mali, ma dopo neanche un mese lo vede come un minus habens che non presenterebbe neanche al postino.

Quella abituata a scarni rapporti hot shot che finalmente incontra qualcuno meno hardcore con cui intavolare una bella situazione, ma di notte si morde il labbro ripensando all’antico lettone sudato.

Chi voleva il brivido della persona sfuggente e rimpiange la solida presenza, chi cercava la solida presenza e rimpiange Dick Dastardly, chi la voleva cotta e la rimpiange cruda.

Inseguendo una libellula in un prato, un giorno che avevo rotto col passato, quando già credevo di esserci riuscito, son caduto – Lucio Battisti

Allora cosa bisogna fare?

A volte occorre astrarsi con forza dalla situazione contingente, dal dramma del momento, dalle ferite fresche. E serve indagare sulle ferite vecchie, quelle che ti porti dietro da tutta la vita, e che ti fanno essere quello che sei, non sulle sgraffiature.

Noi over 40 viviamo la situazione controversa di desiderare da una parte qualcosa di nuovo e diverso (perché evidentemente prima non eravamo felici al 100%) ma al contempo di ricordare cosa abbiamo sempre cercato nelle persone e perché.

Vogliamo l’auto nuova ma facciamo sempre paragoni con la vecchia insomma: guarda che accelerazione, mamma che frenata eh…ma mica ha la tenuta di strada e il comfort dell’altra.

Un percorso masochista e autodistruttivo che si può spezzare solo in un modo: crescendo. Ovvero evolvendo quello che in noi è possibile evolvere, ma non negando quello che invece sappiamo rimarrà una costante.

Rimanendo fedeli a noi stessi ma non al “noi stessi” fossilizzato, trito e ritrito, che in tutti questi anni non ci ha portato la vera felicità, ma al noi stessi migliore, quello che ancora contiene lavoro da fare, possibilità inespresse, limiti da superare. Impariamo a capire chi siamo e quali sono gli angeli e i demoni che ci regolano, ma anche a portare altro nel nostro bagaglio, a riempirlo più di quanto lo abbiamo già riempito, a renderlo più vario e colorato, a essere più ambiziosi. Mettiamo al primo posto i nostri bisogni, ma proviamo a capire che possono essere soddisfatti anche in modi inaspettati.

Se la vita fosse una ripetizione incessante degli stessi schemi vivremmo tipo come nel film Memento, e rifaremmo ogni giorno gli stessi errori senza possibilità di scampo.

Ora ti racconto una favola

tromba singlePer dirla con le mie solite favolette lisergiche: immagina uno che suona la tromba da sempre ma è una pippa e fino adesso lo hanno invitato a suonare solo alla sagra di Vergate sul Membro, tirandogli pure i pomodori.

Lui sarà insoddisfatto e frustrato, ma ciò che deve fare non è improvvisarsi da un giorno all’altro pittore o poeta o chirurgo. Dovrà piuttosto trovare insegnanti migliori, allenarsi quotidianamente e imparare a suonare molto bene quella tromba, affinché lo invitino al Montreux Festival a suonare con le grandi stelle del jazz, dove riceverà denaro e ammirazione.

Sarà rimasto fedele a se stesso ma allo stesso tempo si sarà evoluto in qualcosa di meglio, sconfiggendo la frustrazione senza snaturarsi.

Cosa volevo dire non so, dato che l’effetto dei miei psicofarmaci è potente ma di breve durata, ma a spanne la morale della favola dovrebbe essere la seguente: migliorati sempre e nel dubbio, tromba!

libro vado a vivere da solo

COMMENTI 3
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    Ottobre 7, 2017 at 5:20 am
    Cristina Medici

    Evolversi sempre e comunque … tutto il resto è…tromba? :))))
    Bellissimo.
    E…..Colma di endorfine dalle risate,….dopo aver vagato un pò alla deriva nel blog lascerei un commento ovunque ma l’avidità e i hyperlink spesso mi fanno dimenticare il punto di partenza 🙂
    Il viaggio è tutto quel che conta alla fine..
    Grazie per le endorfine e la speranza!(esistono ancora allora uomini in grado di farcele produrre ste endorfine benedette insomma). :))

    • Avatar
      Ottobre 7, 2017 at 6:22 am
      Vadoaviveredasolo

      il mio regno per un pugno di endorfine -)
      Grazie per aver riso!

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    Ottobre 7, 2017 at 7:29 pm
    Cristina Medici

    Da sempre il mio motto 🙂
    De rien

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