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Come tornare single e sopravvivere
kintsugi

Kintsugi è chi il Kintsugi fa

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Agosto 29, 2019

persone spezzateIl kintsugi è l’arte giapponese delle cicatrici preziose. E’ una sorta di metafora di vita applicata ad oggetti quotidiani: ciotole, tazze, piatti rotti invece di essere gettati vengono incollati con metalli preziosi (oro o argento liquido) e abbelliti da queste nuove venature luminose che esaltano, invece di nascondere, le crepe dovute alle rotture.

Appare immediato il collegamento tra queste “cose spezzate” e le persone spezzate che acquistano valore grazie alle proprie cicatrici, tanto che ormai il kintsugi si è guadagnato un posto d’onore sui social insieme ai Buongiorno Principessah, alle poesie di Alda Merini e agli estratti del povero Piccolo Principe.

Per quanto il mio snobismo mi imponga di non apprezzare quello che viene apprezzato dalle sciampiste di Tuturano, non posso non condividere la filosofia del kintsugi e trarne delle osservazioni, ovviamente interessanti.

Dipende dal punto di vista

kintsugiCi sono dei momenti di grazia in cui sappiamo trovare il bello in ogni cicatrice nostra o altrui:  lo specchio sbrilluccica quando gli mostriamo le nostre venature di oro liquido, la complessità e la ramificazione delle nostre fratture appare più attraente di un quadro di Monet.

Il capello bianco fa vissuto, la ruga è intrigante, la smagliatura è Storia e ogni imperfezione è un Racconto. Per non parlare della nostra collezione privata, che non è composta da farfalle bensì da isterie, nevrosi, depressioni, sfighe, ossessioni, attacchi di panico e ipocondrie sparse, che diventano magicamente “dolci complicanze”, dorate sfumature di carattere e personalità.

piatto rottoIn altri momenti meno ispirati invece il piatto rotto rimane sempre un piatto rotto, tant’è che abbiamo imparato a usare con frequenza e sarcasmo il termine Devastato, per indicare chi ha avuto qualche trauma nella vita.

E se sei separato/a o divorziato/a sarai ormai “triste mercato dell’usato”. Se hai figli, che te lo dico a fare. Se sei uscito da una storia infelice, sarai incapace di amare. Se non hai mai avuto storie importanti, idem. Se hai problematiche personali sarai un Caso Umano e se non le hai…ci sarà pur sotto qualcosa se sei single. Quello che potrebbe essere kintsugi diventa una lercia tip top (le toppe per riparare le ruote delle biciclette) pronta a saltar via alla prima buca e a rivelare tutto l’irrisolto e il problematico della persona.

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Kintsugi o cocci rotti quindi?

forrest gumpPersonalmente credo che “kintsugi è chi il kintsugi fa”, parafrasando Forrest Gump. Nel senso che a questa età (se mi stai leggendo probabilmente hai più di 35 anni) specie se siamo single, qualche magagna l’abbiamo avuta. Perché siamo usciti dal percorso lineare scuola/fidanzamento/matrimonio, oppure non ci siamo mai entrati, e cerchiamo da tempo di orientarci senza bussola in un mare sconfinato quanto ferocemente salato.

Ed è assolutamente nostra la scelta su come riempire le cicatrici che tengono insieme la nostra vita attuale. C’è chi vede nelle proprie rinascite delle opportunità, delle continue evoluzioni, un arricchimento o un’occasione di nuove felicità, e quindi le riempie d’oro liquido. C’è chi vede in esse il fallimento, il non avercela fatta, il declassamento, e le riempie col vinavil per tenere i cocci insieme fino a che può, ma in fondo comunica solo l’idea di essere un piatto irrimediabilmente rotto.

Non possiamo cambiare la nostra storia, né rivedere il nostro passato, e francamente io non ci tengo a farlo. Ma se sappiamo intervenire sulla percezione di ciò che siamo diventati e di ciò che ancora vogliamo, sicuramente possiamo cambiare il nostro futuro e sentirci in grado di attirare a noi tutto quello che desideriamo.

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