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Vado a vivere da solo Come tornare single e sopravvivere!
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Il sesso ai tempi del Coronavirus

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Febbraio 25, 2020

Da qualche anno ipotizzo che la mia morte avverrà dopo uno scivolone in doccia, e che il mio cadavere di single verrà ritrovato dal recupero crediti di Amazon. Continuo a pensarla così, nonostante oggi molti pensino che moriremo tutti a causa del Coronavirus.

come mangia un singleChé giusto questa psicosi mancava a noi single per rinchiuderci ancora di più nel nostro mondo di poltrona&sofa, guardando serie tv in completo isolamento ed evitando ogni contatto con l’esterno. Tanto che ci frega, diranno in molti: possiamo continuare indisturbati a fare chat zozze su Whatsapp, a mandare i Buongiornoprincipessah alle befane di Meetic, a fare acquisti online e a farci recapitare il cibo a casa senza rischiare il contagio.

Tutto vero, perché un single ha sicuramente meno possibilità di venir contagiato rispetto a una famiglia che deve interagire con scuola, amici dei figli, attività extrascolastiche, spesa quotidiana, e una marea di altri impegni. Vivi da solo, magari lavori anche da casa, nei casi peggiori neanche scopi, e quindi la tua vita è già molto simile a Io sono Leggenda, non c’è bisogno neanche dei consigli dei virologi di Facebook laureati all’Università della Vita.

coronavirus mascherinaGià oggi se qualcuno starnutisce in pubblico viene guardato malissimo e si svuotano tutti i posti intorno a lui/lei. Già oggi dobbiamo evitare baci, abbracci e strette di mano, e si stanno assaltando le farmacie e i supermercati in caccia di mascherine e cibo da bunker. Forse la sola idea di scopare sarà un’ipotesi futuristica da contemplare solo se dotati di apposite tute antibatteriche, magari in camere sterili. E sappiate che l’Amuchina sul pisello non la metto, se doveste partorire richieste di questo tipo.

Personalmente credo che esattamente come l’attesa del piacere sia essa stessa il piacere, il panico del Coronavirus sia esso stesso il Coronavirus. Non mi lancio in nessuna teoria complottista, o al contrario irridente, ma mi limito a dire che invece proprio in questi momenti serve cercare il contatto umano invece che l’isolamento ansiogeno. Ovviamente parlo di contatto a distanza, virtuale, telematico, ma contatto. Anche perché a cosa serve rimanere gli unici sopravvissuti, a guardare fuori dallo spioncino col fucile carico?

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Mi piace semmai prendere spunto dal Decamerone di Boccaccio (che riassumo per chi di voi in vita sua ha solo letto meme di Alda Merini e Fabio Volo): durante l’epidemia di peste di Firenze del 1348, dieci giovani decidono di rinchiudersi insieme in un luogo di campagna per esorcizzare la crisi dedicandosi a bere, mangiare, ballare, trombare, chiacchierare e godersi la vita, aspettando che il mondo esterno guarisca da quel momento terribile. O in alternativa, a celebrare degnamente gli ultimi giorni dell’umanità aspettando l’inevitabile.

racconti sexy donna singleIl mio invito quindi, in un momento dove sento sostenere che “gli aerei dal cielo stanno spruzzando il virus”, che “si viene contagiati attraverso i morsi dei pipistrelli” e che si trasmette attraverso il 5g (non l’hanno ancora detto ma non metto limiti all’idiozia umana), è quello di non farsi destabilizzare dalle psicosi mediatiche (il vero virus) e di cercare di mantenere una sorta di ritmo di vita regolare, seppure nella nostra cella monacale, comprese le frivolezze che fanno comunque parte della nostra esistenza, grazie al cielo.

Anzi, di approfittare di questi eventi proprio per riflettere sulla caducità dell’esistenza, e su quanto sia importante trascorrere dei bei momenti dato che non avremo una seconda vita per farlo, senza passare la vita a rimandare tutto a domani o a farsi gigantesche pippe sul male di vivere. Per una volta usiamoli bene questi momenti di paura collettiva, per smuoverci dai nostri limiti e dal nostro torpore.

Consiglio quindi di evitare a tutti i costi le ansie immotivate, il rifiuto dell’altro, e invece di coltivare come e più di prima i rapporti umani, nei nuovi modi che la tecnologia ci mette a disposizione. Alzarsi la mattina per seguire la conta dei morti su Repubblica e scolarsi un boccione di vino non serve a niente. Sperare, credere, continuare a riappropriarci della nostra vita, fosse anche con le lezioni di yoga online, pornochiamate, scritture epistolari, preparazione di torte di mele e imperdibili eventi su Zoom, ha un senso. Non sarà il Decamerone, ma viviamolo come se lo fosse.

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